PIOGGIA E DUBBI GEOGRAFICI ALL’EUROMERCATO DI ROVIGO

Siamo nel bel mezzo dell’Euromercato rodigino, appuntamento che segna in un qualche modo il passaggio netto tra estate ed autunno, tra domeniche al Sand e domeniche sotto la coperta di pile, tra le storie Instagram delle ragazze sul lettino al Cayo Blanco, e le storie Instagram delle ragazze in casa davanti ai libri, tra le maniche corte e la canottierina anticagotto e antisesso.

Ieri sera ho deciso quindi di fare un giretto per questo splendido mosaico fatto di culture diverse e civiltà lontane, di ricette oramai famose e parcheggi creativi,  di scambi culturali e irlandesi che tirano bestemmie con accento contarinante.

Dopo pochi minuti dal mio arrivo però, mi sono recato in libreria ad acquistare un Atlante geografico aggiornato, in preda a dubbi geografici di non poco conto. La prima entità che mi è comparsa davanti è stata infatti la bancarella brasiliana, poi quella argentina, quella venezuelana, quella messicana e la tipica bancarella peruviana con magliette coi lupi fosforescenti e colonna sonora di Titanic rifatta col flauto di legno, che tanto mi ricorda un episodio di South Park. E per farla completa, a inizio serata è iniziato un acquazzone equatoriale che ha completato questo affascinante quadro sudamericano.

A questo è da aggiungere la presenza della bancarella statunitense e quella israeliana che è stata fonte di notevoli dibattiti nel bar di Villadose, ove si sono creati due fronti di opinione: quello secondo cui Israele è in Europa, come dimostra il fatto che le sue squadre giochino in Champions League, ed il fronte secondo il quale invece Israele non fa parte dell’Europa, risultato poi vittorioso.

C’è pure la bancarella dell’Inghilterra, Paese in cui prima votano la Brexit, poi mettono in giro la voce che il prosecco faccia cascare i denti, ma quando è ora di venire qua a propinarci i Muffin accettano ben volentieri porca puttana.

Insomma, se i confini europei coincidessero con quanto visto al Mercato Europeo, l’Europa sarebbe molto simile al continente originario Pangea, Washington si troverebbe subito dopo Padova e ci sarebbe il treno Rovigo – Caracas (che passa per Lama Polesine). Manca solo l’Australia, per evidenti ragioni logistiche, anche se non escludo che dato che quando qui è giorno la è notte, secondo me loro aprono le bancarelle alle quattro del mattino e le chiudono alle 8.

Dopo alcuni passi, mi imbatto in quello che è l’oracolo di tale manifestazione, ovvero la bancarella delle minicrepes olandesi. Non riesco neanche a vedere dentro la bancarella da quanta gente c’è in fila. Una colonna di persone simile a quella che c’era al 7.2 alle 15.50, quando c’era l’entrata gratis fino alle 4 di pomeriggio. Una massa umana pronta ad esplodere nel caso di tentativi di saltare la fila.

Il vero euromercato è qui, infatti oggi sono previsti diversi spettacoli nell’area dinanzi la bancarella delle minicrepes: uno spettacolo circense, una proiezione di un film ed un combattimento di MMA, rivolto a chi è in fila. Ieri sera ho visto un mio amico in coda, che mi guardava con occhi vitrei, quasi implorando pietà. Mi ha raccontato che quella bancarella ha causato il fallimento del suo matrimonio, i figli non vogliono più vederlo ed ormai ha un posto fisso al Sert. Mi ha raccontato di quella volta che ha mangiato le minicrepes dimenticandosi di fotografarle su Instagram, che voleva farla finita.

Secondo un messaggio che ho ricevuto, le minicrepes olandesi altro non sono che polpette tipiche di Papozze, sulle quali è stata messa una bandierina. Secondo un altro messaggio che ho ricevuto, in Olanda sembra non esistano le minicrepes olandesi, e quindi potremmo essere dinanzi al più grande inganno della storia dell’umanità assieme a Babbo Natale e “La ragazza che sicuramente ci sta“. In effetti ho ricevuto vari messaggi ieri, ed anche una chiamata con l’anonimo. Boh. Qualcuno ha messo in giro il mio numero. Deve essere stata quella volta che non ho fatto il copia incolla dello stato su Facebook per la privacy, e così Zuckerberg mi ha rubato la privacy.

Vado oltre. Arrivo alla postazione messicana.

Alla bancarella messicana ci sono in vendita cofanetti viaggio rivolti ai ragazzi che scoprono che a breve diventeranno padri: viaggio solo andata per il Messico + nuova identità + contratto a voucher in un chiringuito: 399euro, un affare.

Passo oltre gli inglesi, non avranno il mio denaro, non dopo quanto detto sul prosecco.

Trovo una bancarella “Veneto” ed il mio cuore si gonfia ed ho un sussulto commosso.

Arrivo all’autobus a due piani londinese, che non credo sia londinese perchè se ci fate caso, ad ogni sagra o festa locale lo si trova parcheggiato qui. Allora o questo si fa la strada ogni volta, oppure il Bus londinese è in realtà un bus realizzato in qualche carrozzeria locale con pezzi di ricambio. E’ comunque affascinante.

La pioggia inizia a farsi scrosciante, continuo il mio tour in una piroga presa a noleggio alla bancarella Venezuelana grazie ad un servizio simile al bike sharing, ma con le barche di legno, e mi dirigo verso il porto sicuro dei portici di via Cavour. Eccomi finalmente al riparo.

L’intera Rovigo si è radunata qui sotto, mentre la strada inizia a riempirsi di acqua torrentizia ed i ragazzi coi risvoltini finalmente possono dare un senso al loro look. Qualcuno tenta di guadare la strada per raggiungere il Crimi bar, alcuni ce la fanno, altri vengono portati via dalla corrente e saranno ritrovati ore dopo alle chiuse di Baricetta. Arrivo fino ai Trani, entro e mi concedo una birra olandese, ma senza bandierina.

Dal bancone mi chiedono quando uscirà la recensione sul mercato euoropeo e, soprattutto, dove sia Bellofrak, un uomo che è diventato leggenda grazie a questo sito web. E’ in questo momento che capisci l’importanza di questo blog per la società, quando entri nel locale più glamour di Rovigo e ti dicono che stanno aspettando il racconto della domenica.

Sotto la pioggia che continua imperterrita, le bancarelle chiudono, la piazza si svuota, e ripenso alle minicrepes. Coi soldi guadagnati, quella bancarella ha sicuramente fatto costruire una cupola di vetro sopra la sua area di concessione, e quindi saranno ancora tutti li ad attendere il loro momento. O forse no. Forse stasera grazie alla pioggia nascerà una variante di tale prodotto alimentare, ovvero le minicrepes in brodo. Chi lo sa.

Ripenso al mio amico, ai suoi occhi stanchi, alla sua aria abbattuta. Prendo la mia piroga e con i miei amici mi dirigo verso il parcheggio trovato ore prima. Tutto intorno un vociare allegro e gioviale, gente che corre sotto la pioggia o che si ripara sotto qualche terrazzo. Giovani che chiacchierano sotto un portico e ombre alle finestre che guardano ciò che accade fuori, in strada, lasciando entrare nella propria casa tutti gli odori che salgono dalla strada, odori di carne e spezie, di fritto e di lesso, di Muschi e licheni finlandesi.

E bambini incazzati perchè non sanno se credere alla loro maestra di geografia o al Mercato Europeo.

 

seguimi su Instagram

 

lucapiroga

Luca
La bella copia di Charles Bukowsky in versione basso Veneto
 
Luca

Luca

La bella copia di Charles Bukowsky in versione basso Veneto

 
Luca Renesto La Bottega Ignorante
Per proposte e collaborazioni, usa questo form estremamente carino