L’ULTIMO GIORNO DI AGOSTO

Quando arriva l’ultimo giorno di Agosto provo sempre strane sensazioni.

Il caldo e l’afa sono gli stessi delle giornate precedenti, e probabilmente la mia sudorazione sarà messa a dura prova anche nelle prossime, della serie che se fosse vera la storia che “più sudi, piu sei fresco” oggi avrei le sembianze di Jack Frost, eppure mi trovo in una stato di disagio emotivo che per certi versi mi ricorda quello della domenica sera.

La domenica sera d’estate, quando torni a casa dopo una giornata tra amici, magari al mare, con annesso aperitivo potente, commenti sulle ragazze ricchi di tecnicismi classici del mondo della radiografia e competizione tra ventri da birre a fine giornata, quando ti spalmi sul divano con il telecomando puntato verso la Tv e qualche schifezza alimentare al tuo fianco, ti sovviene quella specie di depressione associata al pensiero che a breve arriva il lunedì. Depressione che si trasforma in angoscia la mattina dopo con tutti i vostri post su quanto faccia schifo il lunedi e quanti caffè vi servono per stare in piedi.

Io l’ho superata da un pezzo questa fase.

Ormai credo non sia più corretto dire che io bevo caffè. Ormai possiamo dire che è il caffè che beve me, anche se gli dico di evitare di farlo perché poi non dorme più e si rovina i denti.

E con l’ultima giornata di Agosto, le associazioni di pensiero sono le medesime: sta arrivando Settembre, il lunedì dell’anno. L’estate è passata, e per quanto tu possa aggrapparti con forza agli ultimi lembi di essa, puntare su qualche Summer end Party o uscire in canottiera la sera con 13 gradi, dovrai presto accettare che hai avuto la tua occasione e, bene o male che sia, te la sei giocata. Inutile che mettiate le vostre foto al mare al 20 di Settembre, non ci fate nessuna invida distesi su quella sabbia grigia come cenere, con nuvole all’orizzonte che sembra ti stiano guardando dubbiose se chiederti che cazzo sta facendo. Tra poco qualcuno addirittura salterà fuori con la storia del pensare per tempo al Capodanno, e allora sì che sarà la fine del nostro precario equilibrio mentale.

Hai rispettato qualcuno degli obiettivi che ti eri dato? Hai fatto quel viaggio che posticipi dal 2002? Visto quel luogo? Sei uscito con quella ragazza? Hai superato i cento likes su Instagram dopo i quali hai lo sconto sulle bollette dell’Hera? Sono questi gli interrogativi che ci girano per la testa in queste ore.

No amico mio, non ci sei andato neanche quest’anno al Tomorrowland.

Nel mio paesello natale, l’ultima settimana di Agosto coincide con una serie di avvenimenti e coincidenze varie, che arricchiscono questo momento di fragranze e sensazioni. In questi giorni la sagra paesana è nel suo pieno svolgimento, e quindi l’aria è ebbra di voci, di suoni, di odori di carne e di fritto misto surgelato. Ma c’è scritto sul menù che è surgelato, quindi nessuna rimostranza.

Si sentono le musiche tipiche delle giostre, il chiacchiericcio allegro dei giostrai fino alle 4 del mattino sotto la tua finestra, risate dal bar, alcune note del complesso di liscio che sta suonando e motorini che ronzano per il paese.

Suoni e rumori che vanno via via spegnendosi col passare delle ore, fino a quando il silenzio della notte è interrotto solamente dal richiamo del PunchBall rivolto a chi ha voglia di mettersi alla prova.

Iniziano i campionati sportivi dilettantistici, i tuoi amici la sera sono agli allenamenti, e te che non hai mai fatto uno sport in vita tua inizi a seguire le previsioni del Meteo, diventata una autentica mania per i moderni teenagers. Tra qualche anno non si dirà più “Io alla tua età saltavo i fossi per lungo” o “Alla tua età avevo tante di quelle donne…”, ma si dirà “Alla tua età sapevo prevedere un Downburst con 43 ore di anticipo” oppure “Alla tua età pubblicavo foto su facebook con dei chicchi di grandine grossi come pesche”.

Si stanno concludendo le transumanze dei giovani veneti migrati a sud, specie a Gallipoli, durante la calura estiva, che ora stanno facendo ritorno alla Pianura Padana.

Stanno tornando indietro un sacco di ragazze che a Maggio avevano bisogno di una pausa di riflessione.

E stanno pure arrivando gli ufficiali giudiziari a pignorarti il conto corrente dopo le troppe serate con tavolo che ti sei concesso.

Ecco che improvvisamente, quasi senza accorgersene, ritrovarsi alle dieci del mattino per andare al mare diventa un lontano ricordo, che lascia posto alle attività dell’autunno, che francamente sono molto meglio.

Basta odore di salsedine e sabbia nei capelli, ma profumo di tavolini in legno e carte da briscola con tanto di quello sporco che se ci fai un castello di carte sarà come se fosse cementato con malta bastarda da cantiere.

Gli asciugamani da mare stanno insospettabilmente raggiungendo l’armadio, la domenica c’è la serie A e col cazzo che vai ancora a mangiarti lo stipendio in qualche aperitivo sulla spiaggia. Meglio mangiarselo a spume e bagigi.

E’ quasi il momento delle serie Tv e dei piumoni, di maglioncini di cotone e cappuccini caldi.

E’ quasi giunta l’ora di ricominciare l’Università o la scuola superiore, di bestemmiare coi treni e perdere sanità mentale a causa di un sacco di faccende.

E’ arrivato Settembre, il lunedì dell’anno.

Luca
La bella copia di Charles Bukowsky in versione basso Veneto
 
Luca

Luca

La bella copia di Charles Bukowsky in versione basso Veneto

 
Luca Renesto La Bottega Ignorante
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