“ALLORA CI VEDIAMO L’ANNO PROSSIMO”. BATTUTA A LAVORO FINISCE IN DRAMMA

Aveva aspettato tutto l’anno questo momento, ma l’epilogo è stato leggermente diverso da come se lo immaginava.

J.Y., giovane tirocinante in servizio presso una nota azienda Veneta, proprio questo pomeriggio allo scoccare della fine delle otto ore lavorative, è andato dai colleghi per salutarli e far loro gli auguri, lasciandosi andare ad un piccolo peccato dettato dall’inesperienza e dalla giovane età.

Essendo ancora ricoverato in come farmacologico, i fatti dovranno essere da lui confermati prossimamente, ma la versione dei fatti pare appurata. “Ci vediamo l’anno prossimo allora” sembrerebbero essere le parole, dette a mò di battuta scherzosa, usate dal ragazzo, che probabilmente non era al corrente del nervosismo tradizionalmente diffuso in questo periodo che, unito alla obsolescenza di tale battuta, può avere effetti nefasti.

Ed infatti.

I quattro colleghi dell’ufficio logistica lo hanno malmenato per un paio d’ore, urlando frasi colorite e varie, raccontate da alcuni impiegati degli uffici a fianco. “E se non ci vediamo accendi la luce!”, sembra essere stata l’esclamazione che, unita ad un pugno in viso, lo ha steso definitivamente.

Ora i quattro rischiano grosso, anche se dalle prime indiscrezioni sembra lunga la lista di attenuanti che potrebber diminuire la loro pena. Il giudice infatti ha rilevato l’insofferenza della battuta in questione, inoltre secondo gli alibi forniti, pare che il tirocinante da inizio Dicembre usasse come argomento di discussione il Capodanno.

Luca
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